Nico Carleo e la storia della Taverna Visconti

Ho voluto creare un posto dove far vivere le mie due grandi passioni: la musica e la buona cucina.

Ho sempre pensato che per partire e intraprendere bisognasse essere molto audaci, un po’ incoscienti e infinitamente perseveranti, il mio desiderio di costruire qualcosa di mio e di lasciare un segno è stato ed è il motore di tutto.

La mia storia inizia oltre 20 anni fa quando, quasi per gioco e per tradizione familiare, mi sono ritrovato tra il caldo, i vapori, i profumi e i sapori della cucina della Taverna Visconti.

Mi ero appena diplomato al Conservatorio di Milano, suono e amo la tromba, quando sono dovuto ripartire da zero, non avevo esperienza nel campo della ristorazione ma ho subito capito che l’unico modo per sopravvivere in questo settore era impadronirmi e fare mie le abilità e le competenze legate a tutte le figure che operano all’interno del ristorante.

Fin da subito ho capito che per fare bene l’unico modo era sporcarsi le mani.

E così è iniziata la mia gavetta, ho voluto imparare da persone più brave di me. In sala sotto la guida del mio direttore sommelier di allora Marcello mi ha insegnato la cura e l’attenzione per i particolari…la polvere sulla bottiglia di vino, la bottiglia dell’olio sempre da passare perché unta …
Con Antonio che curava il nostro bistrot e la cantina, mi sono innamorato dei vini e ho iniziato il mio viaggio all’interno di questo bellissimo mondo pieno di storie, emozioni e sapori da trasmettere.

Ho lavorato in cucina seguendo contemporaneamente i corsi degli chef che più amavo e sono riuscito ad imparare ed impadronirmi di quel tocco magico che trasforma un semplice piatto in una emozionante esperienza di gusto.
Ho “lavorato” molto per cercare di ampliare le mie conoscenze, per sentirmi più sicuro e pronto a poter soddisfarne le aspettative e i desideri dei miei clienti. 

Con l’avvicendarsi degli anni e delle mille esperienze che il mio spirito imprenditoriale e di esploratore mi ha spinto a vivere, ho sentito il desiderio irrefrenabile 2 anni fa di tornare alle mie origini, di andare a
riprendere e riportare a galla quel luogo che mi aveva formato e che aveva lasciato dentro di me un segno molto forte.
Ognuno ha la propria storia e ogni storia è fatta di scelte, la mia scelta è stata voler riportare la Taverna Visconti proprio lì, dov’è sempre stata dal 1994.

Due anni fa ho intrapreso questa duplice sfida:
– creare il mio ristorante dove i caratteri dominanti volevo che fossero lo specchio delle mie passioni: la buona cucina e la musica jazz,
– far rinascere un brand che negli anni 90 a Milano era molto conosciuto e amato.

Amo l’idea di promuovere e diffondere il piacere dello stare a tavola, offrendo il meglio della cucina regionale italiana in un ambiente famigliare ma allo stesso tempo altamente professionale.
Per me conta veramente cosa c’è nel piatto, tutto quello che faccio e faccio fare deve soddisfare prima di tutto le mie richieste e miei standard, molto alti, di qualità, genuinità e professionalità.

Volevo creare un posto dall’offerta semplice, legata alla tradizione e agli antichi sapori, quelli che amo. Quei piatti capaci di evocare emozioni uniche perché legati al passato di tutti, al ricordo delle nostre nonne con le cucine sempre aperte e accese, le lunghe cotture, gli arrosti in casseruola, le paste fresche…

Quando penso alle cose che mi rendono davvero felice scopro che sono proprio le cose semplici che nella corsa sfrenata di tutti i giorni all’inseguimento dei grandi obiettivi, spesso dimentichiamo.
La Taverna Visconti oggi conta diverse location, con appuntamenti jazz live e programmi ricchi di personalità molto rilevanti del panorama
jazzistico italiano… (Paolo Tomelleri è uno dei nostri Jazzisti più affezionati..).

L’Amore..

La cura e l’amore che metto nel mio lavoro di tutti i giorni e che cerco di trasmettere ai miei collaboratori perché arrivi a te, il nostro cliente, sono uguali a quelli del primo giorno. Oggi il mio raggio d’azione è cresciuto e le attività quotidiane e gli impegni si sono decuplicati.
Non vivo più la cucina da mattina a sera come una volta, ma alle 8.00 di ogni giorno una visita in cucina è d’obbligo per i dovuti controlli di routine e per sentirmi a casa, ed è in quel momento che chiudo gli occhi e ricordo che l’amore e la passione per questo mestiere sono nati lì. 
Così oggi sono felice di poter offrire ai miei clienti luoghi genuini fortemente caratterizzati, e sono contento di pensare di aver dato vita ai ristoranti che vorrei trovare io stesso.

Nico Carleo


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